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Anche Ribes dentro al progetto hOLD On: invecchiamento rigener-attivo

Grazie al bando FIS (Fondo innovazione sociale), il Comune di Bergamo, in qualità di capofila, ha ottenuto un primo importante finanziamento per il progetto hOLD On: invecchiamento rigener-attivo, che vede coinvolti come partner il consorzio Ribes, il consorzio Solco Città Aperta, ATS Bergamo, Università di Bergamo e Università Bocconi di Milano.

Ad oggi hOLD On ha superato la selezione e ha avuto accesso alla prima fase del programma. Scelto tra oltre 100 proposte, ha ottenuto un finanziamento di 150.000 euro per il passaggio dell’idea a un vero e proprio studio di fattibilità, nel quale andranno definiti nel dettaglio l’impianto progettuale e di sussistenza economica basata sul social impact investment.

Qualora lo studio di fattibilità superi la valutazione del Dipartimento per la Funzione Pubblica si passerà alla seconda fase, che prevede un finanziamento di 450.000 euro per la sperimentazione in alcuni quartieri della città. In caso la sperimentazione generi risultati positivi, poi, hOLD On potrà candidarsi alla terza fase del programma, che prevede un ulteriore finanziamento da un milione di euro per l’implementazione a pieno regime su tutta la città.

La finalità è quella di sperimentare un’innovazione di processo nei servizi all’invecchiamento, con l’introduzione di un nuovo modello di welfare di comunità in grado di ottimizzare l’allocazione e la destinazione delle risorse –sia pubbliche che private –attraverso il coinvolgimento partecipativo dei cittadini, al duplice fine di:

  • ritardare di almeno 5 anni l’ingresso tendenziale al sistema dei servizi alla non autosufficienza, con un approccio preventivo e proattivo più che riparativo e reattivo;
  • contenere la domanda di assistenza, riducendo di almeno il 25% i costi del sistema e migliorando la qualità di vita degli anziani.

Il tutto attraverso la sperimentazione di un nuovo modello di Partnership Pubblico Privato che:

  • Rimetta al centro il lavoro con le comunità: un welfare orientato al Community Development, ossia alla ri-generazione dei legami comunitari con effetti migliorativi del sistema, scardinando l’idea di un servizio sociale in attesa che l’utente si presenti per soddisfare un bisogno assistenziale.
  • Nella logica del capacity building stimoli una nuova cultura dell’operatore pubblico come case manager dinamico e proattivo, più orientato alla lettura di bisogni inespressi e dotato di strumenti nuovi.

Centrale nell’impianto progettuale è poi la platform economy, con una declinazione sia digitale (piattaforma intesa come strumento on line di interazione negoziale con l’ente pubblico, ma anche in logica di market place di servizi e contenuti e luogo di ricomposizione della spesa) che fisica, attraverso la creazione di “hub di territorio” che oltre a punti di riferimento per gli anziani e le famiglie, svolgano anche una funzione di ricomposizione sociale, di promozione di forme di volontariato di prossimità, di ingaggio dei silver age e di sperimentazione di modelli di sharing economy e aggregazione della domanda.

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